DRUMWERK Epsilon, Phi e Kappa hanno rinunciato al volto per diventare un’unica frequenza. Non sono più persone, sono ingranaggi di una narrazione che non ammette spettatori passivi. In questo viaggio chiamato DRUMWERK, lo spettacolo è una discesa libera nei corridoi di una storia rimasta sepolta: le luci delle visiere non illuminano la strada, ma scavano dentro chi guarda, alternando picchi di pura euforia a baratri di tensione vibrante. Nessuno saprà mai chi siano, ma quando il primo colpo risuona nella valle, il mistero delle maschere diventa l’unica realtà possibile. Non stai guardando tre batteristi; sei finito dentro l’ingranaggio di una macchina micidiale che non smette di camminare.

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